La rappresentazione giornalistica della violenza maschile contro le donne costituisce un ambito di studio cruciale per comprendere come i media contribuiscano alla costruzione sociale del genere e del potere. Il linguaggio giornalistico, infatti, non è mai neutro: attraverso scelte lessicali, retoriche e narrative, può riprodurre stereotipi, minimizzare la responsabilità dell’offender o, al contrario, favorire una consapevolezza critica del fenomeno.

La lezione di Luca Massidda e Rosalba Belmonte “Retoriche del racconto giornalistico della violenza maschile contro le donne.  Cattive pratiche ed effetti” si colloca nell’ambito del Progetto di ricerca PRIN 2020 Stereotipo e pregiudizio: la rappresentazione sociale della violenza di genere e le strategie di contrasto, e si concentra sulle modalità con cui la stampa italiana racconta episodi di violenza maschile contro le donne. Il presupposto è che le parole che i giornalisti scelgono, così come i titoli che aprono le notizie, contribuiscono a costruire la percezione pubblica del fenomeno. Spesso, però, la narrazione giornalistica tende a minimizzare, distorcere o spostare il focus della responsabilità, per cui l’obiettivo della lezione è evidenziare come rappresentazioni distorte della violenza di genere incidano sulla percezione sociale del fenomeno accompagnando chi lavora nel mondo dell’informazione a riflettere sull’impatto delle parole, per contribuire a un racconto più corretto, consapevole e rispettoso delle vittime.